lunedì 10 marzo 2014
martedì 20 agosto 2013
Yoga Nomade 6 e Gioia Lussana
Cari amici dello Yoga Nomade siamo arrivati a presentare un nuovo importante appuntamento:
Lo Yoga Nomade 6 al Castello dell'Arancia ( Tolentino ) Domenica 8 Settembre 2013 alle ore 9,30.
Sarà uno speciale incontro dove si avrà anche la possibilità di fruire di una lezione dello yoga del Kasmir
con la splendida Gioia Lussana.
Asana è sedersi in uno spazio vuoto, non è abitare una forma conosciuta o prestabilita, ma entrare consapevolmente in uno spazio vivo, un luogo da esplorare senza preconcetti o certezze, prendere una forma che liberamente si allarga nel senza forma (è chiudere il corpo in una forma, senza serrare niente come dice sapientemente Eric Baret), è abitare senza ingombrare, ammobiliare, ma accogliendo, ascoltando, lasciando spazio allo spazio.
La prima indicazione è dunque: smantellare, decostruire, deporre: quindi stare, nel vuoto, presenti. Riempire non ha niente a che fare con la pienezza: la vera pienezza è più piena quanto più si svuota, quando lascia il posto per il nuovo, l’imprevisto, il diverso. Questo vuoto è quindi pieno di…attesa, un’attesa senza aspettative, una disponibilità all’ignoto. La pausa respiratoria, a pieno o a vuoto, è sempre khumbha, il vaso aperto che contiene lo spazio della vita. Asana è diventare attraversabili e dissolversi nell’abbandono di ciò che era la nostra forma solida. Ciò che addensiamo diviene duro, meccanico, doloroso. La pausa, lo spazio tra le cose, rende vive le cose. In quella sospensione si può nascere e morire, in quella apertura accade la vita. E la vita è morbidezza, è farsi fluidi, scorrendo tra gli spazi delle cose, senza fretta, senza scopo con piacere. Il contatto, il confine, il limite si trasformano in luoghi della relazione, con lo spazio sopra, sotto, dentro e fuori di noi.
La radice sphāy (sphāyate), da cui deriva spazio, significa tendere, estendere, gonfiare, quindi allargare, far respirare il vuoto nel vuoto e ha una valenza pulsante, vibratoria, risonante (sphay è anche risuonare). Lo spazio non è quindi qualcosa di inerte o fermo, ma è diffondersi aumentando di volume, riempiendo di vita ciò che è spalancato. Lo spazio dell’asana è quindi un luogo vivo, pieno, cangiante come l’alito del respiro che ne cambia i contorni.
Perché l’asana si compia è necessario entrare in una forma che rappresenti la libertà da tutte le forme, è necessario diventare il templum, tradizionalmente quella porzione di cielo che l’augure osservava per trarne presagi. E’ diventare kshetra, il campo aperto dell’esperienza. Esiste dunque uno spazio prescelto in cui il rito dell’asana di compie in una forma delimitata e questo spazio è il corpo. La delimitazione del luogo non implica però una restrizione coatta del campo di esplorazione, né un porre limiti alla libertà o profondità dell’esperienza. E’ vero il contrario: nello Yoga la continenza non è mai coazione repressiva o chiusura, ma è piuttosto quella custodia interna, quel farsi grembo, che mette le ali alla libertà della coscienza, poiché il corpo stesso diventa cielo infinito.
L’asana deve diventare kha: spazio cavo, rotondo, accogliente come un seno, quel vuoto che contiene i semi di tutte le potenzialità. L’infinita rotondità del cielo è kha come il vuoto centrale della ruota, che può diventare su-kha o duh-kha, nella sconfinata libertà del suo spazio interno che contiene tutti gli opposti. L’asana si compie quando ci dimentichiamo del corpo e ci perdiamo coscientemente nella vastità di akasha. Dimorando in asana diventiamo cielo (da koilos, cavo), il vuoto gonfio della coscienza espansa. Patanjali descrive due possibili strade: l’asana si prende o rilasciando lo sforzo muscolare, prayatna shaitilya, o realizzando la mente infinita, ananta samapatti. In ambedue i casi si tratta di lasciare andare e ‘fare spazio’.
Asana è un lasciarsi abitare, spalancandosi, andando oltre, slanciandosi da una determinata forma. Il cielo è rotondo e in asana diventiamo attitudine ravvolta, kunda, ma non chiusa: kundalini è l’energia che si drizza risalendo a spirale dalla sua rotondità fino a divenire khecari, colei che vaga nello spazio, liberamente. Questa è l’attitudine risvegliata della coscienza che lo yogin incarna nello spazio protetto dell’asana.
Incarnare è lasciarsi impregnare dall’aria, dal profumo, dal calore dell’energia vitale e dissolversi in essa.
Gioia Lussana
Insegnante yoga (Y.A.N.I.) e docente di tantrismo nella Scuola di formazione per insegnanti yoga dell’U.P.S. (Università Popolare dello Sport) a Roma, Gioia Lussana si è Laureata cum laude in Indologia con R.Gnoli e R.Torella, ha approfondito in particolare il tantrismo kashmiro di matrice shivaita non duale. Nel 1987 è stata co-fondatrice dell'A.ME.CO (Associazione per la Meditazione di Consapevolezza) con Corrado Pensa e per oltre 20 anni ha approfondito la meditazione vipassana con maestri del buddhismo contemporaneo. Ha ottenuto il Diploma intermediate, riconosciuto dall'Università di Pechino, nelle pratiche di Qi Gong del taoismo tradizionale cinese. Promotrice di eventi e cultura dello Yoga, è stata nel comitato scientifico del primo Yoga Festival a Roma nel 2008. Conduce seminari di approfondimento della pratica yoga, collegandola allo studio dei testi tradizionali e tiene a Roma regolari corsi di hatha-yoga. Ha pubblicato articoli e saggi sullo Yoga in riviste scientifiche (Rivista di Studi Orientali) e divulgative (Appunti di Viaggio). Sta attualmente svolgendo con il prof. R.Torella un Dottorato presso l’Università La Sapienza di Roma con una ricerca sul significato dello Yoga in India nella originaria tradizione shakta ispirata al culto della Grande Dea. Per informazioni sull'evento chiamare Max Gesualdi: 3339979941
sabato 6 luglio 2013
Prana, respiro della vita - sabato 13.07.13 ore 15,30 al CYM
" Lode al respiro della Vita!
Egli governa questo mondo,
Padrone di tutte le cose,
E fondamento di tutte le cose.
Respiro della Vita, non dimenticarmi,
Invero tu sei me."
Inno al Respiro del Atharva Veda X1, 4
"Uno dei temi maestri della spiritualita’ indiana e di tutta l’Asia e’ il respiro che e’ vita, forza vitale e Spirito che c’illumina e ci trasforma. L’attenzione al respiro appare gia’ nei strati piu’ antichi dei Veda ed accompagna tutto il percorso millenario della vita spirituale dell’India nei suoi plurimi aspetti e forme. Seguendo qualche traccia del suo percorso partiremo dall’origine del mondo. Osserveremo le sue manifestazione nel mondo rituale, la sua presenza nel corpo, come entra e come esce, e il suo rapporto con la mente e con la parola. Seguiremo il movimento del respiro e osserveremo le sue forme ed il loro legame profondo con la coscienza. Tracceremo la storia dello Yoga del respiro, la via maestra che conduce all’Immortalita’. Vedremo come il ciclo del respiro misura i cicli del tempo e lega insieme le arti del corpo e con essi tutti i mondi riflessi nel corpo come in uno specchio. Stabilendo cosi’ le basi per capire meglio dirigeremo l’attenzione alla Kundalini, Madre dell’Universo, che nella sua triplice forma di energia del respiro, la coscienza e la parola ci trasporta per la via delle sue energie verso il suo luogo d’origine, fonte della vita e la sua meta ultima." Mark Dyczkowski 05.07.2013
Egli governa questo mondo,
Padrone di tutte le cose,
E fondamento di tutte le cose.
Respiro della Vita, non dimenticarmi,
Invero tu sei me."
Inno al Respiro del Atharva Veda X1, 4
"Uno dei temi maestri della spiritualita’ indiana e di tutta l’Asia e’ il respiro che e’ vita, forza vitale e Spirito che c’illumina e ci trasforma. L’attenzione al respiro appare gia’ nei strati piu’ antichi dei Veda ed accompagna tutto il percorso millenario della vita spirituale dell’India nei suoi plurimi aspetti e forme. Seguendo qualche traccia del suo percorso partiremo dall’origine del mondo. Osserveremo le sue manifestazione nel mondo rituale, la sua presenza nel corpo, come entra e come esce, e il suo rapporto con la mente e con la parola. Seguiremo il movimento del respiro e osserveremo le sue forme ed il loro legame profondo con la coscienza. Tracceremo la storia dello Yoga del respiro, la via maestra che conduce all’Immortalita’. Vedremo come il ciclo del respiro misura i cicli del tempo e lega insieme le arti del corpo e con essi tutti i mondi riflessi nel corpo come in uno specchio. Stabilendo cosi’ le basi per capire meglio dirigeremo l’attenzione alla Kundalini, Madre dell’Universo, che nella sua triplice forma di energia del respiro, la coscienza e la parola ci trasporta per la via delle sue energie verso il suo luogo d’origine, fonte della vita e la sua meta ultima." Mark Dyczkowski 05.07.2013
venerdì 5 luglio 2013
Stage Yin Yoga con Anandi e "Prana, il respito della vita" con Mark Dyczkowski
Venerdì 12.07.2013 ore 18,30 Presso Libreria Feltrinelli Macerta
presentazione del libro:
" La dottrina della vibrazione", Adelphi
con l'autore Mark Dyczkowski
Sabato 13.07.2013 ore 9.00 presso l' Asd Centro Yoga Marche, via Tano 54 Sforzacosta (mc)
Yin Yoga con Anandi Francis Alison
e alle ore 15.30 Concerto di Sitar e seminario su
"Prana, il respiro della vita" con Mark Dyczowski
per eventuali iscrizioni e informazioni chiedere di Max: 3339979941
giovedì 4 luglio 2013
Finalmente e' uscito un nuovo libro di Mark
Mark S.G. Dyczkowski
La dottrina della vibrazione
nello śivaismo tantrico del Kashmir
Traduzione di Davide Bertarello
isbn: 9788845928024
Ecco cosa scrive l'Adelphi sul libro:
Tantrismo è parola su cui negli ultimi decenni si sono addensati in pari misura gli equivoci, la curiosità e gli studi rigorosi. Nella sua versione più diffusa e grezza, il tantrismo sarebbe una via che introduce a pratiche erotiche estreme. Ma in realtà una selva di dottrine metafisiche e pratiche rituali di ogni genere si collegano all’esperienza tantrica. In particolare lo śivaismo kashmiro, sviluppatosi a partire dal secolo IX e culminato nell’opera grandiosa di Abhinavagupta, apre prospettive audacissime di pensiero, soprattutto per la scuola dello Spanda («vibrazione»), in cui speculazione e pratiche yogiche si intrecciano armoniosamente, corrispondendosi come due facce della stessa medaglia. Il libro di Dyczkowski è una magistrale, limpida esposizione di queste dottrine sconcertanti e profonde, che solo ora stanno riemergendo.
domenica 30 giugno 2013
Seminario: YIN YOGA
Lo Yin yoga è un tipo di yoga passivo, che lavora sui tessuti e sulle ossa: le parti del nostro corpo che sono più vicine al nostro nucleo, fondamentali per la gamma dei movimenti che ci permettono di compiere. Il movimento meditativo tipico dello YIN YOGA permette ai muscoli di rilassarsi, ai nervi di calmarsi e ai tessuti connettivi circonstanti di rimanere sani e flessibili.
Per info sul seminario scrivi a max@omyoga.it
Per info sul seminario scrivi a max@omyoga.it
lunedì 17 giugno 2013
Giornata del mantra personale - 29 giugno 2013 ore 15,00
Volete ricevere il mantra e il mala personali?
Questa è un'occasione unica nelle Marche, il 29 giugno 2013 alle ore 15,00 presso
il CYM di Sforzacosta ( Mc) sarà possibile ricevere il mantra diksha da Lorenza Ferraguti del Centro Yoga Darshan di Toscolano Maderno, discepola diretta di uno dei piu' importanti Guru della tradizione yoga in India, nonchè docente per i corsi per insegnanti sia con ISYCO di Torino sia del metodo Sagar yoga.
Per chi volesse partecipare vi chiedo gentilmente di prendere contatti con me: 3339979941, max gesualdi oppure via mail: max@omyoga.it entro e non oltre il 20 giugno 2013
La giornata è ovviamente a numero chiuso.
Questa pratica del mantra personale è molto efficace e puo' tornare utile in qualsiasi momento della vita.
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